L’Europa vince solo se non rinuncia ai propri sogni
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Résumé
All’indomani dell’8 maggio del 1945 l’Europa era un continente frammentato, segnato da profonde ferite e moralmente annichilito. In trent’anni era stata il campo di battaglia di due guerre devastanti, risultato dell’esasperato nazionalismo bellicista di alcuni stati nazionali in continuo contrasto tra loro. Si sentiva forte la necessità di ricostruire il vecchio continente come uno spazio di pace, di prosperità diffusa, e di partecipazione condivisa. Allontanare per sempre la guerra e promuovere benessere e solidarietà tra i popoli era già di per sé un progetto molto ambizioso sul piano geopolitico. Sul piano simbolico costruire insieme ciò che, insieme, era stato prima distrutto significava, per i nostri padri, impegnarsi a ricomporre tra i popoli europei la fiducia reciproca che odio e rancore avevano minato.
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